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L’ora impertinente può aspettare

Da lunedì l’Italia diventerà più gialla e gli italiani saranno più liberi di muoversi e di stare dove pare a loro. Il Consiglio dei Ministri così ha deciso confermando però il “no” alla riapertura anche di sera dei ristoranti che non dispongono di spazi all’aperto e all’allungamento di un’ora del tempo concesso alle passeggiate serali, che dunque devono concludersi alle 22, ora in cui entra in vigore quel “tutti a casa” (coprifuoco è un termine davvero brutto: non lo uso) destinato a concludersi alle 5 del mattino seguente. Dicono le cronache del Consiglio che attorno all’ora in più pretesa dalla Lega c’è stata polemica, addirittura baruffa secondo alcuni, un vero e proprio braccio di ferro secondo altri. Alla fine è prevalsa la linea sostenuta dagli esperti e fatta propria dal Governo: il tutti a casa incomincia alle 22 e termina alle 5. Ovviamente la Lega si è opposta e ha posto il suo voto contrario creando di fatto un Governo zoppo, almeno per il momento. Quanto al braccio di ferro, mi è difficile immaginare un gentile (il Presidente del Consiglio dei Ministri) scendere a singolar tenzone con un villico (il Capo della Lega) su una questione che, almeno secondo i tutori della salute, non ammette discussioni. In ogni caso, Draghi ha vinto e raccoglie consensi; Salvini ha perso ma già conta i voti che immagina di meritare. Poi, ripensandoci, mi è sorto un dubbio: “Impertinente fu l’ora o l’ora aiutò l’impertinente a guadagnar manciate di evviva da parte di coloro che già sognavano illimitata libertà?”. Ai posteri l’ardua sentenza.

In ogni caso, da lunedì 26 aprile, dice il decreto votato dal Consiglio dei Ministri, chi è munito di certificazione verde (dichiarazione di guarigione rilasciata dal medico di base e deducibile dai risultati delle analisi e dai test eseguiti) potrà spostarsi da una regione all’altra anche se si tratta di zone rosse o arancioni; fino al 15 giugno, in zona gialla e arancione, è possibile andare a trovare amici o parenti in una abitazione privata (diversa dalla propria) in 4 persone oltre a minori di 14 anni. Può avere il certificato verde chi ha completato il ciclo di vaccinazione (dura sei mesi dal termine del ciclo prescritto); chi si è ammalato di Covid ed è guarito (dura sei mesi dal certificato di guarigione); chi ha effettuato test molecolare o test rapido con esito negativo (dura 48 ore dalla data del test)”.

Sempre secondo il decreto, dal 26 aprile e fino alla fine dell’anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori (secondarie di secondo grado). La presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%. Per l’università: dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza; nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno. Per bar e ristoranti, da lunedì, nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati. In zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale. La capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni.

Per maggiori dettagli consultate il sito governativo o fidatevi dei resoconti giornalistici. Però, senza offesa per chi a Roma fa-disfa-litiga-aggiusta-rompe-accomoda-toppa e rattoppa, la prima e unica regola è solo quella del buon senso. Infatti, il virus non risparmia nessuno e per sconfiggerlo non serve un’ora impertinente, bensì ragguardevoli dosi di pazienza e di cura per sé e per gli altri, virtù per nulla impertinenti, ma assai pertinenti se si vuole tornare a vivere in piena libertà e giusta armonia. Per farlo serve quel tanto di fiducia (più nella scienza che nella politica) che ciascuno deve però trovare nelle proprie tasche. Certo, soltanto “chi sa tutto non ha bisogno di fidarsi” ma, al contrario, “chi non sa niente non può fidarsi”. Per il bene comune, sarebbe meglio che chi sa aiuti chi non sa ad avere fiducia, almeno adesso, nella scienza, nei vaccini che gli scienziati hanno inventato per essere usati e nel buon senso di tanti comunissimi abitanti di questa città dell’uomo che si chiama mondo.

LUCIANO COSTA

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