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Prove di fratellanza umana

Se per un giorno, un’ora, ma anche un per un solo attimo provassimo a spostare lo sguardo dal piccolo orto che ci circonda e ci preoccupa, potremmo facilmente accorgerci non solo che è Natale (con tutte le implicazioni che tale ammissione comporta), ma anche che oltre il “solito” virus e i “soliti” esperti che ce lo raccontano incartandolo ogni volta in maniera diversa (ora aperta alla speranza che abbia esaurito il suo corso, ora coi toni apocalittici che lasciano intendere giorni e mesi ancora terribilmente complicati, ora con accompagnamento di soluzioni consolidate dal vaccino in pronta consegna…) c’è dell’altro. Per esempio, che ci sono persone che silenziosamente ma instancabilmente costruiscono foreste, ospedali, case, scuole, acquedotti e luoghi in cui sostare in pace dove regna il deserto, in mezzo all’incuria dei soliti potenti, tra le macerie che eserciti di profittatori hanno lasciato dietro di sé. Se cercate notizie di queste persone, difficilmente le troverete tra le pagine stampate o nelle pieghe televisive (è infatti risaputo che sono in tutt’altre faccende affaccendate). Però, ci sono e sono pronte a stupire. Per esempio, proprio ieri ho scoperto tra le news vaticane che il prossimo 4 febbraio sarà la “giornata internazionale della fratellanza umana”, diretta conseguenza dell’impegno che i firmatari del documento sulla fratellanza umana, per la pace mondiale e la convivenza comune assunsero il 4 febbraio 2019, quando ad Abu Dhabi, con un’apposita risoluzione, riconobbero e promossero a livello globale l’impegno per la costruzione di una cultura di pace, tolleranza, inclusione, comprensione reciproca e solidarietà.

A firmare quel documento, il 4 febbraio del 2019, furono Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyib, che insieme posero una pietra miliare nei rapporti tra “tutte le persone che portano nel cuore la fede in Dio e la fede nella fratellanza umana” invitandole “a unirsi e a lavorare insieme”, perché convinte che “la fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare”.

Ora l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato la risoluzione che stabilisce la celebrazione della giornata affinché, rinnovando la cooperazione e promuovendo la relazione tra fedi e il dialogo interculturale, contribuisca a unire le forze di coloro che vogliono lottare contro la pandemia di Covid-19 e affrontare tutte le altre sfide globali.

In questa occasione, i membri dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana (HCHF) – nato nell’agosto scorso per volontà di Papa Francesco a Casa Santa Marta e composto da leader religiosi, studiosi ed esponenti della cultura di tutto il mondo, appartenenti al mondo cristiano, musulmano ed ebraico, che si ispirano al documento e si dedicano a promuoverne gli ideali di pace e rispetto reciproco – hanno rivolto il loro ringraziamento e apprezzamento al principe ereditario di Abu Dhabi lo Sceicco Mohammed bin Zayed, per il sostegno dato al Comitato e agli Emirati Arabi uniti nell’impegno di portare questa nuova conquista all’umanità. 

I membri dell’Alto Comitato hanno anche ringraziato tutti gli Stati membri dell’Assemblea generale dell’Onu che hanno sostenuto lo storico Documento e ne hanno chiesto l’adozione dei principi. Dal canto suo l’Alto Comitato ha giudicato la risoluzione “un grande traguardo nella storia dell’umanità”, facendo notare come esso “trasforma la fraternità umana in una causa internazionale e in una responsabilità globale”.

Adottando la risoluzione, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite non solo ha reso noti agli Stati membri gli sforzi di Papa Francesco e del Grande Imam di Al-Azhar, Al-Tayyib, nel promuovere il dialogo interreligioso e interculturale, ma ha anche invitato a osservare la Giornata continuando a farsi promotori di una cultura di pace che incoraggi sviluppo sostenibile, tolleranza, inclusione, comprensione reciproca e solidarietà in tutto il mondo.

“Le buone notizie – diceva il vecchio direttore – arrivano ultime ma sono sempre le prime a confermare che, nonostante tutto, il sole sorge e rischiara”. Domani è Natale. Un altro giorno. Un giorno felice.

LUCIANO COSTA

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