Cultura

“Incisioni” in mostra al Museo Diocesano

Del divino pittore Raffaello e della sua “invenzione”, in mostra al Museo di Santa Giulia di Brescia, si conoscono fatti, antefatti e risvolti; di una mostra allestita nel Museo Diocesano di Brescia, testimonianza del ruolo avuto nel XIX secolo dell’incisione come unico mezzo di diffusione e conoscenza dei capolavori conservati nelle chiese, nelle raccolte museali e private nobiliari, si sa che c’è, ma se volete conoscere importanza e contenuti non cercate risposte dettagliate quiu, ma andate a Roma, sulle pagine de “l’Osservatore Romano”.

“Gli Anderloni – contributi di una famiglia di artisti bresciani all’incisione neoclassica di traduzione”, scrive il giornale della Santa Sede, è la singolare mostra allestita presso il Museo Diocesano di Brescia, i cui protagonisti sono tre incisori. Il focus si concentra sul 19mo secolo – in Lombardia – all’epoca dell’avvicendamento delle dominazioni di Austria e Francia. I protagonisti sono Pietro Anderloni, Faustino Anderloni e Giovita Garavaglia, tre artisti tra loro imparentati e accomunati dall’aver proseguito nella prima metà dell’Ottocento la lezione del bulino neoclassico del maestro Giuseppe Longhi, docente di Calcografia presso l’accademia di Brera dal 1798 al 1830. La conoscenza del lavoro di questi artisti si diffuse presto grazie alla committenza austriaca, francese e nobiliare.

Quella al Museo Diocesano è la prima esposizione realizzata in ambito bresciano allo scopo di mettere in luce l’esemplarità della lezione del neoclassicismo in ordine al disegno e all’incisione. In mostra opere di pregevole qualità e bellezza: dalla traduzione da “le delizie materne” di Thomas Lawrence, firmata Giuseppe Longhi, alla Sacra Famiglia di Poussin realizzata da Faustino Anderloni. Di Pietro Anderloni sono esposti, tra le altre opere, il “Cristo e l’adultera” e il “Cavaliere di Malta”, tratti da Tiziano. “L’Assunta” di Guido Reni ed il “Riposo in Egitto”, da Raffaello, sono invece riprodotti nelle incisioni di Giovita Garavaglia. Significativa delle frequentazioni culturali degli artisti è la serie di ritratti: da Napoleone ad Alessandro Volta, da Giuseppe Parini ad Antonio Canova.

La rassegna, con opere in gran parte provenienti dalla Raccolta Emilio Anderloni di Milano, affianca in alcuni casi disegno, lastra di rame incisa, prova di lastra e stampe definitive, presentate anche nelle loro antiche cornici originarie. Se vi incuriosisce, la mostra rimane aperta fino al 10 gennaio 2021.

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