Il Domenicale

Rileggere i diritti riservati alle persone e poi metterli in pratica

Ognuno ha il diritto di avere diritto a vedere rispettato il proprio diritto ad avere diritti. Bella frase, peccato sia soltanto una fraseche non trova riscontro in nessun scritto ufficiale. Eppure è chiaroa tutti che in essa è racchiuso il principio da cui muove qualsiasi enunciazione che faccia riferimento all’essere e al divenire delle persone, chiunque esse siano. E siccome questo è tempo di diritti –  diritto a vivere, a morire, ad abitare il mondo (perché il mondo è di tutti e non ha confini, non dimentichiamolo mai), a stare in pace (perché la pace è un bene di tutti e per tutti), a godere il cielo che sta sopra di noi (ovviamente se non offuscato dalla guerra, che altrimenti sarebbe meglio rivolgersi altrove), a non essere assalitiinvasioffesi-bombardati e derisi dal potente di turno, rattrista scoprire che per accorgersi dei diritti esistenti, alcuni acquisiti altri sistematicamente disattesi e vilipesi – diritti umani e quindi di tutti, diritti specifici per l’infanzia, per giovani e vecchi, per ammalati di ogni tipo, diritti elencati nelle Costituzioni dei singoli Stati e Nazioni per essere riferimento costante al buon agire e progredire

Ma è davvero così che va il mondo? No, salvo rarissime eccezioni, non va proprio così il mondo. E allora, di quei diritti sanciti-annunciatiosannati e messi lì per illuminare la via da percorre nel caso si volesse trovare la città ideale, quella in cuiè di casa la pacifica esistenza e dove l’impegno di ciascuno è finalizzato al bene comune, di quei e di questi diritti, che ne facciamo? Ne facciamo e ne faremo carta straccia, amici, che qui si sta andando in fretta verso la fine del diritto, in particolare – scrive Arianna Visconti, docente di diritto penale all’Università Cattolica, nel recente supplemento di “Vita e Pensierodel diritto declinato secondo il paradigma democratico, quello che agli umani in circolazione assicura, salvo abusi (che, ahimè ahinoi, son norma e non casuale eccezione) partecipazione e rappresentanza. Quindi, quello che ci attende è un tempo di in cui i diritti saranno annunciati ed esaltati, ma anche, subito dopo, sputacchiati e cancellati, perché non graditi al potente di turno e neanche al re di passaggio? Io non lo so e vorrei non saperlo, però coltivo la speranza di vedere gente felice, persone liete di esistere e di condividere un mondo pacifico, pacificamente impegnato a rendere tutti felici e a mettere fiori nei rimanenti cannoni…Utopia, solo utopia? Chissà chi lo sa. Per adesso l’unica speranza cui aggrapparsi è una scintilla capace di muovere i cittadini (forse, l’‘ultima generazione’ di cittadini?) a pretendere di meglio e di più, molto di più…

Questa scintilla diverrà però luce stabile solo se accompagnata dalla conoscenza (di fatti, diritti, doveri e opportunità…) e dalla capacità di condividere questa conoscenza con chiunque. Per esempio, si potrebbe incominciare mettendo in circolo, perché tutti sappiano, i diritti che spettano alle persone, quelli ben racchiusi e custoditi nelle “Carte dei diritti” a cui ci si appella, sebbene mai in maniera definitiva, ma solo per quel che basta al proprio star bene. Potrei limitarmi a filosofare sul pensiero possibile e su quello soltanto immaginabile…. Invece metto qui e adesso la sintesi dei diritti, che essendo scritti e approvati dovrebbe sovrintendere ogni azione compiuta dagli umani, anche da quelli che di umano hanno sembianze e brache, ma non cuore e anima.

Inizio con i diritti previsti dalla nostra Costituzione – bella e forte nonostante i tentativi di renderla succube di interessi di parte… – la quale garantisce una serie di diritti fondamentali, che includono sia le libertà individuali e collettive sia i diritti sociali. Tra le libertà individuali ci sono: libertà personale (inviolabile, se non nei casi e nei modi previsti dalla legge, e solo tramite un atto motivato dell’autorità giudiziaria); libertà di domicilio, circolazione e soggiorno (vale a dire: libertà di muoversi e abitare in tutto il territorio nazionale); libertà di pensiero e di diffusione del pensiero (tutti hanno il diritto di esprimere liberamente le proprie idee e la stampa è protetta da censure e autorizzazioni); libertà di riunione e di associazione (i cittadini possono riunirsi pacificamente e associarsi liberamente); libertà religiosa (inclusa la libertà di praticare la propria fede)Tra i diritti sono elencati: diritto alla salute (la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo); diritto all’istruzione (lo Stato promuove l’istruzione e stabilisce scuole per tutti); diritto al lavoro(la Repubblica riconosce il lavoro e i diritti dei lavoratori); diritto al principio di uguaglianza (tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali). Da qui i diritti garantiti: di voto (universale, personale, uguale, libero e segreto); di giustizia (diritto a un giusto processo e alla difesa); di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico (la Repubblica li protegge e li difende). 

Proseguo lodando la “carta dei diritti dei bambini” che è,formalmente, la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, adottata dalle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, appena trentasei anni fa, che stabilisce i diritti fondamentali riservati ai bambini: diritto alla sopravvivenza e allo sviluppo (alla vita, a una nazionalità e a crescere in una famiglia); diritto di protezione (protetti da discriminazioni, sfruttamento, violenza, abusi e torture); diritto di partecipazione (diritto di esprimere la propria opinione, di essere informati e di partecipare attivamente alla vita sociale); diritto a salute e benessere (all’assistenza sanitaria, a un’alimentazione adeguata e a godere del massimo grado possibile di salute); diritto all’educazione e al gioco (diritto all’istruzione, che deve essere conforme alle capacità e alle esigenze del bambino, diritto al gioco e al riposo); diritto all’Uguaglianza (diritto a non subire alcuna forma di discriminazione); diritto alla dignità e alla privacy (rispetto per la privacy, per l’identità e per le abitudini del bambino); diritto all’identità (i bambini hanno diritto a essere chiamati con il proprio nome) e, in ambito medico, diritto a ricevere cure che minimizzino dolore e stress e a essere coinvolti nelle decisioni terapeutiche con un linguaggio adeguato all’età. Riassumendo sono dunque dieci, seppure fondamentali, i diritti dei bambini: diritto all’uguaglianza, alla salute, all’educazione, al gioco, a un nome e una nazionalità, a una casa e a una famiglia, all’espressione delle proprie opinioni, alla protezione dalla violenza e dallo sfruttamento, a non lavorare e a ricevere cure appropriate. 

Poi, nel mondo ma purtroppo non in tutto il mondo, si celebrano “giornate” decorate di diritti e richiami solenni a riconoscerli e a difenderli. Tra queste spicca la Giornata dei Diritti Umani – World Human Rights Day – istituita dalle Nazioni Unite nel 1950 per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea Generale della Dichiarazione universale dei diritti umani, accettata e sottoscritta in via definitiva il 10 dicembre 1948 a Parigi. Da lì in avanti, almeno nelle intenzioni, nessuna persona doveva o poteva essere privata dei suoi fondamentali diritti. Doveva… Invece, le offese, le prevaricazioni, gli abusi, gli schiaffi e le negazioni dei diritti non sono mai venuti meno, sono stati cioè “parte del paesaggio”. Negli anni accatastati come legna da ardere, in almeno 67 Stati sono state promulgate norme che hanno inciso negativamente sulla libertà d’espressione, associazione e manifestazione pacifica mentre in 87 Stati è stato fatto uso eccessivo o non necessario della forza per disperdere proteste e richieste. Tradotto in linguaggio popolare significa che le guerre non mancano (quella che la Russia sta usando per sottomettere al suo volere l’Ucraina dura e perdura senza vergogna e quella che vede Israele artefice di una ritorsione eccessiva a un atto di terrorismo ignobile eseguito dai terroristi di quel gruppo chiamato Hamas, di certo nonimpegnato a difendere i diritti del popolo palestinese ma solo gli interessi suoi e quelli di indefiniti mandanti), che le proteste vengono represse con la violenza, che le torture sono usate per estorcere confessioni, che la libertà – di votare, protestare, scrivere, dire, esprimere opinioni… – è negata (la dittatura c’è e si vede in tanti troppi Paesi), che la democrazia non è, spesso troppo spesso, né accettata, né ammessa.

Nonostante tutto ciò, le varie “giornate dei diritti son qui a dirci che un mondo migliore è possibile e che, nonostante tutto esalti il contrario, la Dichiarazione universale dei Diritti Umani, sottoscritta il 10 dicembre 1948, resta viva, grande visione di futuro, un condensato di coraggio e di speranze, di fede e di valori universali messi in campo a tutela della libertà e della dignità di tutti gli esseri umani. Quella Dichiarazione solenne e impegnativa era (e lo è ancora) composta da trenta articoli. Ma, qualcuno li ricorda quegli articoli fondamentali del vivere in pace gli uni con gli altri? Dubito. Allora, perché a nessuno sia concesso di giustificarsi dicendo che quelle trenta norme fondamentali non gli sono mai state proposte come lettura, conoscenza e applicazione, quelle trenta regole le rimetto bene in vista.

Esse dicono che siamo tutti liberi e uguali; che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti; che essendo tutti dotati di ragione e di coscienza dobbiamo agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza; che non è lecito discriminare; che tutti hanno diritto alla vita; che nessuna schiavitù e nessuna tortura sono ammesse; che ogni individuo ha diritto in ogni luogo al riconoscimento della sua personalità; che siamo tutti uguali di fronte alla legge; che i diritti di ciascuno sono protetti dalla legge; che nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato detenuto o esiliato; che tutti hanno diritto a un giudizio equo e uguale, indipendente e imparziale; che tutti sono innocenti finché non sia dimostrato il contrario; che di tutti è il diritto alla riservatezza, alla libertà di movimento, di asilo, di nazionalità, di matrimonio e famiglia, di proprietà, di pensiero, di espressione, di pubblica assemblea, di democrazia, di sicurezza sociale, di lavoro; che a tutti è riconosciuto il diritto di giocare e di camminare liberamente ovunque desiderino; che è diritto assoluto e irrinunciabile di ogni persona ad avere un letto, cibo e acquasufficienti, istruzione indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, perciò capaci di promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e di favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace Seguono le indicazioni dei diritti a partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, compreso quello di godere delle arti e del progresso scientifico, a vivere in un mondo libero e giusto, mettendo a disposizione del mondo i beni e le capacità di cui è dotato, avendo certezza che nessuno può cancellare i diritti e lelibertà riconosciute, accettate e sottoscritte. Poi, aggiungo io, ci sarebbe e sarebbe benvenuto il diritto a non essere aggrediti, a non subire aggressioni, a non essere invasi, a non essere soggetti al terrorismo… di qualunque matrice e di qualunque colore.Allora e solo allora speriamo adesso e non domani il mondo sarà migliore e per nulla simile a quello paventato da accordi di pace (leggi quelli ipotizzati dal biondo americano e dal tetro zar e poi valuta le nefande conseguenze, tanto finti e solo utili a pochi potenti e potentati.

Se ho abusato della vostra pazienza, chiedo scusa. Resto comunque convinto che leggere e rileggere, conoscere e far conoscere i fondamentali diritti (ma anche le finte ipotesi di pace e di convivenza pacifica) resti dovere di chiunque si dica cittadino del mondo.

LUCIANO COSTA

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